Maxophone - Estate 41 | gioco.com | music hits!

”gioco

Maxophone – Estate 41 5/5 (2)

Una struggente ballata dallo stupendo testo scritto dal maestro Roberto Roversi.

Maxophone is a very important name within the vast world of italian progressive rock. Like many other colleagues, they disbanded after only one self-titled LP, released in 1975; but thanks to that beautiful album, we can put Maxophone in the élite of the greatest Italian prog bands. After the recent comeback, we were still missing one piece: a new album consisting of original songs, which finally sees the light here, in “La fabbrica delle nuvole” (The clouds factory), proudly and exclusively released by AMS Records. It’s a profoundly progressive album, characterized by typical counterpoint and classical orchestration structural elements, that flow into contemporary music and sometimes even into real fusion. Two other components live together in this album, in a surprising way: a rock-oriented soul, thanks to Marco Croci (bass and vocals) and Marco Tomasini (guitar and vocals), and another one more tied to the band’s vintage sound, ‘personified’ by historical components Sergio Lattuada (piano, keyboards and vocals) and Alberto Ravasini (guitars, keyboards and lead vocals); the line-up is completed by the new entry Carlo Monti (drums, percussion and violin). But what makes “La fabbrica delle nuvole” really innovative is the collaboration with writer and journalist Roberto Roversi, that finds its roots in the early ’90s from a first encounter with Alberto Ravasini. The band inherited the lines that Roversi had already begun to write for them: that was the decisive push towards the final working steps of a record that today finally sees the light. “La fabbrica delle nuvole” therefore sounds like a collection of poems, set to music by an essential Italian prog group who, while having updated their sound to these actual times, are still surrounded by that ‘mystical’ aura that already marked their first, unforgettable record.

(C) AMS Records


Di seguito possiamo leggere e comprendere meglio il progetto Maxophone con alcune alcune note scritte direttamente dall’autore.

Estate 41 è un brano che faceva parte di un mio progetto del ’92: un album che, a causa di un cambio dirigenziale nella Polygram, non vide mai la luce e portava la firma di Roberto Roversi e la supervisione di Sting. Partì da una storia che raccontai a Roberto, di un’infanzia passata nelle Langhe dove, a cavallo degli anni ’50 e ’60, nei campi e nelle soffitte delle case rurali si trovavano ancora oggetti e testimonianze della guerra passata. Narrava del ritrovamento di un vecchio diario pieno di crude descrizioni di chi quella guerra l’aveva vissuta in prima persona, mescolate a frasi di grande passione per un amore infinito capace di esorcizzare e vincere la paura e la devastazione di quegli anni. Così nacque ‘L’estate dei nani e dei giganti’, titolo successivamente modificato in Estate ’41, un brano con una struttura apparentemente simile a quella di una canzone canonica, ma che si prestava ad essere ben integrato nel nostro progetto Progressive. Rispetto all’originale aggiungemmo un incipit e una chiusura orchestrale dove è protagonista il Duduk, uno strumento ad ancia doppia di origine armena dalle sonorità molto intense ed evocative. Una nota particolare sulla realizzazione musicale di Estate ’41 riguarda il fatto che io con la chitarra classica e Marco Tomasini con l’elettrica registrammo in contemporanea il nostro duetto finale in un unico e solo take. Come tutti gli altri brani della ‘Fabbrica delle nuvole’ ha un arrangiamento tale da poter essere eseguito dal vivo esattamente come nell’album, senza partecipazioni esterne o sovraincisioni.

(Alberto Ravasini)



Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *