Maxophone - Il passo delle ore | gioco.com | music hits!

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Maxophone – Il passo delle ore 5/5 (1)

Interessante proposta dei Maxophone, una ballata tratta dall’album “La fabbrica delle nuvole” dove il prog. abbraccia la melodia.

Di seguito le note di Alberto Ravasini

Così come ‘Estate 41’ anche ‘Il passo delle ore’ è figlio dello stesso progetto datato ’92 e nasce sempre dall’autorevole penna di Roberto Roversi, ma ha una storia più variegata. In quel periodo ebbi la fortuna di avere la collaborazione di un esordiente Nicolò Fragile che poi sarebbe diventato uno dei più grandi arrangiatori e produttori nonché musicista di fama internazionale. Anni dopo ci ritrovammo a comporre insieme un brano per un cantante pop italiano di cui io scrisssi le strofe e lui il ritornello, ma quando me lo fece ascoltare, realizzato con suoni e voce definitivi, mi resi conto che il
riff centrale era molto anzi troppo simile a quello de ‘Il passo delle ore’. Ovviamente sono cose che capitano a chi passa la vita in studio di registrazione e ha nelle orecchie anni ed anni di musica suonata e ascoltata, in ogni modo, per poter completare il mio brano, dovetti riscrivere un nuovo ritornello mantenendo la metrica dell’originale per non modificare il bellissimo testo di Roberto. Con il nuovo ‘refrain’ prende vita un’anima decisamente Rock che non era presente prima e che meglio si sposa con le sonorità dell’ultimo nostro lavoro. Fa parte della triade di brani de ‘La fabbrica delle nuvole’ insieme a ‘Estate ’41’ 
e a ‘Le parole che non vi ho detto’ che si discosta un poco dal tipico Prog fatto di continui cambi di sonorità e di ritmo tipici del nostro 
primo album, ma che ampia il panorama d’ascolto a un Progressive fatto anche di melodia e non solo di tempi dispari.  Nel complesso, la differenza sostanziale tra questo e il prodotto dei primi Maxophone sta nel fatto che allora si cercarono i musicisti adatti a suonare quello che il nucleo originale aveva in testa e così arrivarono i tre del conservatorio che caratterizzarono il suono della band, mentre oggi abbiamo scritto ciò che è stata espressione di tutto il gruppo in cui ognuno ha dato il suo contributo, il suo stile e la propria cultura ed esperienza. Carlo Monti con il suo percorso di percusssionista sinfonico e violinista, Marco Croci esperto di Prog ma con un linguaggio che spazia tra il Pop e il Rock di spessore, Marco Tomasini con la sua verve Grunge e ovviamente il compianto Sergio Lattuada anima e cuore musicale della band. (Alberto Ravasini)



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