3906

Questa è una storia davvero incredibile, non si trovano altri aggettivi per definire l’esperienza di Paul Dienach. Un uomo che nel 1920 a causa di una letargia, un coma durato ben 12 mesi, sostiene di aver vissuto nel 3906 nei panni di un’altra persona – Andreas Northam – descrivendo molte cose del suo presente oltre a raccontarci gli eventi storici del nostro futuro, omettendo parzialmente quelli del 21mo secolo.

Ma non è l’aspetto della predizione alla Nostradamus che colpisce, quanto piuttosto i valori e i rapporti umani che, secondo Dienach vengono praticamente ribaltati nel futuro, un tempo in cui si dedicherà prima attenzione all’arte, alle persone semplici e altruiste, alla spiritualità. E questo dopo una serie di sconvolgimenti nel corso dei secoli a partire da una micidiale guerra mondiale, causata in sostanza dalla sovrappopolazione.


Ho letto il libro e mi sono fatto l’idea che si tratti di una storia vera, anche se difficile da spiegare. Quello che è certo è che il protagonista non era un semplice insegnante svizzero del 1900, ma veramente quello che traspare è un appassionato narratore di livello assoluto. Nelle sue cronache c’è sempre l’attenzione e il rispetto per i rapporti umani e i sentimenti, per la persona come essere unico e magico, anche perchè come scrive, nel 40mo secolo l’uomo avrà proprio queste attenzioni, davvero l’opposto rispetto ai nostri giorni in cui la superficialità e la volgarità e la corsa al possesso sono ovunque.

Nelle cronache leggiamo che la nostra Roma sarà chiamata Markfor (Ma-rkf-oR) una mega-metropoli grande 5 volte quella attuale dove resterà solo qualche monumento residuo, tra cui si cita la statua di Giordano Bruno, dopo la grande guerra atomica intorno al 2309.

In sintesi, l’Europa sarà ricolonizzata dai Vichinghi, le regioni del nord europeo infatti saranno le uniche scampate alle radiazioni e alla fine le loro tribù scenderanno al sud. Come ai vecchi tempi! Si viaggerà su autostrade di mezzo miglio di larghezza, sia con veicoli terrestri che volanti. Il controllo delle nascite sarà molto rigido e la vita basata su valori apparentemente ingenui e semplici, sentimenti e spiritualità ritrovata, oltre ad una coscienza e consapevolezza aumentata.

Interessante e curioso il contrasto evidente rispetto ai soliti racconti fantascientifici o ai teoremi complottisti che oggi vanno di moda, in cui la tecnologia (positiva e non) è sempre la protagonista principale, tra invasioni aliene, Elohim cattivi e autodistruzioni a causa dei robot.

Nei racconti di Dienach, il nostro nemico saremo noi, attraverso una imprevista esplosione demografica senza precedenti, sottostimata dagli scienziati del futuro e causa di una serie di guerre a catena fino alla definitiva atomica devastante, che porterà ad un olocausto con conseguente decimazione della popolazione terrestre. Dopo la guerra, una rinascita lunga e dolorosa in cui attraverso una serie di personaggi chiave e uomini illuminati si arriverà alla vita del 4000, fatta di poco lavoro (solo 2 anni a testa) con tutto a disposizione di tutti, niente soldi, arte, cultura e vita spirituale.

Viene da pensare che nel 1920, appena usciti dalla prima guerra mondiale, era difficile identificare proprio nella sovrappopolazione la causa di una futura terza guerra mondiale! Se Dienach non l’ha visto con i suoi occhi nel futuro, allora è stato davvero un grande profeta.

Se si tratta di un racconto inventato, i complimenti per l’autore sono ancora maggiori; in questo caso Paul Dienach dovrebbe essere considerato come un grande scrittore dimenticato nel tempo, uno sceneggiatore straordinario!

Anzi, non è nemmeno importante che sia la verità. Potrebbe essere stato tutto un sogno preciso e dettagliato, talmente limpido per chi l’ha vissuto che avrebbe potuto essere percepito come reale. Ma in fondo, non potrebbe essere la stessa cosa per la nostra vita di tutti i giorni, quando ci sveglieremo da qualche altra parte?


Un riassunto della vicenda per quanto riguarda gli eventi del nostro futuro lo troviamo a questo link, ma per comprendere meglio e poter dare un giudizio sul questo lavoro, su quello che Dienach vuole dirci, bisogna leggere le sue pagine, tradotte prima da Georgios Papachatzis e in seguito riportate alla luce da Achilleas Sirigus.

Il libro è in versione inglese – terza riedizione dopo le precedenti pubblicazioni di Georgios Papachatzis ( accademico e influente personaggio greco scomparso negli anni ’90 ) col titolo “La valle delle Rose”, oggi ripristinato e reso più leggibile da Achilleas Sirigos (lo si può tradurre abbastanza bene con l’aiuto di google) e disponibile su Amazon.

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