un atto di guerra

non anteporre l’artista rispetto a quello che fa è una dichiarazione di guerra al proprio ego, ma anche all’ego universale dell’uomo. si tratta di una guerra dura e spietata che va combattuta con un’attenzione costante.

non sono in molti a vincerla, nemmeno a combatterla o a considerarla una guerra. qualcuno invece la affronta con coraggio. mi ispiro a loro, faccio del mio meglio, almeno per non soccombere.

sono sicuro che ogni uomo, ogni artista sà, ad un certo livello, che le cose che fa appartengono a tutti, che la coscienza, forse anche la memoria sono universali, ogni ispirazione pura viene da questo agglomerato.

le idee contorte invece, sono generate dall’elaborazione mentale. appare evidente osservando molte cose che ci circondano, frutto del pensiero ossessivo e rivolto a se stessi. gli ammassi urbani, gli oggetti inutili, le manifestazioni dell’ego sono sterminate. inclusi gli atteggiamenti ripetitivi compulsivi ed egocentrici che portano alla nevrosi e all’esaltazione del me, me, me, io, io, io.

nelle opere d’arte vale la stessa regola e quando siamo di fronte ad un capolavoro ispirato, allora è perchè l’artista, l’inventore, si è collegato con lo spirito direttamente. non c’è modo di vedere le cose in modo diverso, si tratta della coscienza pura, dello spirito, ognuno lo chiami come può.

se riconosciamo questa sfida come una guerra reale ed inevitabile, allora osserviamo, ascoltiamo e cerchiamo di combattere contro il nostro stesso ed unico nemico. per qualcuno, non c’è altro da fare qui e tutte le prove della vita portano a questa consapevolezza, di una attenzione che non deve mai venire meno, per non scomparire nel nulla.

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